Overblog
Edit page Segui questo blog Administration + Create my blog

CANTADINA CARTA CANTA

CANTADINA CARTA CANTA

UNA GALLERIA D’ARTE "on the road" nel centro-storico di Genova animata da Simona, visionaria incantatrice, ostinatamente legata alla terra, artista di strada che semina possibilità. A Genova la si può trovare un po ovunque, ma sopratutto in Largo alla Cantadina. Cantastorie, oggi illustratrice, domani chissà!----------------- ILLUSTRAZIONI, ANIMAZIONI, EDITING, LABORATORI, -----------------CONCERTI, DIALETTO, STORIE, LIBRI, GALLINE E ASINELLI.


"Sara e la navicella spaziale di Leonardo" di MARISA ROMANO------- URAGNA n 01

Pubblicato da cantadina

Tags: #testi

URAGNA  n 01  della serie "Apocalisse Simpatica" ZONA AERAZIONI

di MARISA ROMANO 

 "Sara e la navicella spaziale di Leonardo"

               (-------LEGGIBILE ORA SUL BLOG OPPURE PDF SCARICABILE A QUESTO LINK------)

----------*******---------

Sara e la navicella spaziale di Leonardo

di MARISA ROMANO 

 

La porta dell’ufficio solitamente inaccessibile senza regolare appuntamento, è

 

spalancata. Un breve corridoio sorvegliato da telecamere conduce ad una

 

grande sala illuminata a giorno da lampade fluorescenti. File di computer

 

coperti dalle prescritte custodie, poggiano su scrivanie allineate con una logica

 

che prevede un lavoro collettivo. Scaffali e armadi non contengono alcun

 

fascicolo, i cestini della carta sono stati svuotati dei fogli appallottolati, le sedie

 

girevoli con gli schienali raddrizzati, denunciano l’inattività dell’esteso

 

complesso organizzato per schiere di tecnici.

 

I tagli drastici apportati ai bilanci destinati alle esplorazioni spaziali ha

 

desertificato gli uffici: ingegneri progettisti, ricercatori sono stati licenziati

 

con ordinanza presidenziale per comprovata inutilità di scopo: da tempo, con

 

monotona regolarità, satelliti lanciati nell’atmosfera mandavano sulla Terra i

 

soliti segnali catastrofici di inquinamento.

 

Le variazioni dell’assetto naturale dei terreni e delle acque, l’estrazione

 

profonda di risorse, il rilascio di veleni nell’aria e nel mare, secondo le

 

insistenti segnalazioni di scienziati (facinorosi e sovversivi), mettevano il

 

super potente Presidente di malumore. Egli era consapevole che il suo

 

personale prestigio e il quasi unanime consenso alla sua Amministrazione

 

erano dovuti alle veloci attuazioni di progetti che non prevedevano intralci con

 

attenzioni particolari a bestie inutili che occupavano abusivamente foreste e

 

mari e tanto meno alla salvaguardia di opere d’arte di uomini che avevano

 

tolto il disturbo già da secoli.

 

Tenere attiva una dispendiosa struttura che stava facendo il conto alla rovescia

 

del tempo restante all’inizio della catastrofe, era assolutamente

 

controproducente.

 

La maggioranza parlamentare, in ossequio al suggerimento del signor

 

Presidente, fece una proposta di legge che avrebbe fatto risparmiare tasse ai

 

contribuenti: l’abolizione della NASA.

 

I soliti noti Parlamentari oppositori fecero dichiarazione di voto contrario, quelli

 

della Destra benpensante e illuminata assicurarono voto favorevole a

 

condizione fosse approvato il loro emendamento: la destinazione a fini

 

filantropici del capitale risparmiato.

 

La legge passò con larga maggioranza dei voti.

 

L’Illuminato, dunque, in ossequio alla volontà democratica parlamentare,

 

finanziò progetti per spostare fiumi, perforare montagne, e fondali marini,

 

eliminare foreste, costruire grattaceli. I fondi destinati allo sport furono

 

utilizzati per costruire missili lanciati da una squadra di campioni così abili

 

nella mira da lasciare stupefatti persino coloro che si svegliavano senza il tetto

 

della loro casa costruita a mille miglia di distanza.

 

Sara, una giovane donna di colore, infagottata in una tuta bianca, stava

 

passando sulle scrivanie un morbido straccio per eliminare il sottile strato di

 

polvere che aveva opacizzato le superfici e con energia raddoppiata, sfregava

 

gli aloni lasciati da tazzine o bicchieri usati nelle pause operative degli

 

impiegati, quando uno squillo del telefono la fece sobbalzare. Era un segnale

 

assai improbabile di richiamo in quel luogo deserto e silenzioso da tanto

 

tempo.

 

Pensò che l’ultima segretaria era stata messa in cassa integrazione già da mesi

 

e sostituirla non era tra le sue mansioni. Dopo un attimo di esitazione, scrollò

 

le spalle e continuò a girare lo strofinaccio sul ripiano della scrivania.

 

Il telefono continuò a squillare, poi si zittì per qualche secondo e riprese

 

ancora insistente. Al quarto squillo la donna fu colta dall’ansia, ma restò nella

 

convinzione che non fosse necessario un suo intervento su quel telefono. Altri

 

squilli, altra pausa. Ancora squilli.

 

Indispettita Sara decise di mandare al diavolo quell’importuno che le toglieva il

 

gusto di completare in santa pace il suo lavoro e si incamminò decisa, sempre

 

impugnando lo straccio, nel corridoio che portava all’ufficio che fu del Grande

 

Capo. Solo quando entrò nella stanza si rese conto che stava per assumere un

 

impegno dirigenziale della NASA ed ebbe una vertigine che la fece traballare

 

sugli zoccoli. Ma il telefono aveva smesso di squillare. Allora la donna sospirò

 

sollevata e si voltò per uscire; ma ecco gli squilli che le sembrarono ancora

 

più perentori.

 

- Pronto! - disse Sara così irritata e frastornata da non rendersi conto che

 

stava quasi urlato.

 

Una voce profonda maschile si affrettò a rispondere:

 

- Pronto, pronto, finalmente! Sono Leonardo, Leonardo da Vinci. Devo

 

comunicarvi che sulla Terra avete un problema…-

 

- Fosse uno solo…- bofonchiò Sara parlando tra sé.

 

Il suo interlocutore udì solo un brontolio incomprensibile e riprese subito

 

alzando la voce e scandendo bene le parole:

 

- Pronto, Houston, attenzione fra un mese tempeste di vento colpiranno tutto

 

il mondo, il mare con onde altissime rigetterà la spazzatura prodotta nell’ultimo

 

secolo e ogni angolo della Terra sarà ricoperto da marciume putrido. Nessun

 

essere vivente potrà scampare dall’esserne ricoperto e soffocherà.

 

Sara sentì la fronte bagnarsi di sudore, istintivamente si passò lo straccio che

 

serrava nel pugno sulla faccia e strillò disperata:

 

- Signor Leo, ma stai dicendo la verità? Io ho quattro figli, devo metterli in

 

salvo, che posso fare…

Cercò di riprendere fiato e riprese arrabbiata:

 

- Ora che mi hai dato questa notizia di sventura tu hai il dovere di trovare una

 

soluzione, altrimenti devo pensare che hai telefonato solo per farmi uno

 

scherzo di pessimo gusto.

 

In una lunga pausa si udì solo il respiro affannato dei due interlocutori che

 

evidentemente cercavano di raccapezzarsi con chi e di cosa stavano parlando.

 

Fu Leonardo a riprendere la calma e la conversazione.

 

- Gentile signora, mi dica quale è il suo nome, quale carica ricopre negli studi

 

di ricerca della NASA e se ha titolo per prendere decisioni sull’argomento che

 

ho accennato. Forse per la troppa concitazione non sono riuscito a passare il

 

messaggio di estrema gravità. È urgente che gli scienziati della Terra si

 

riuniscano subito per organizzare un piano di sgombero di esseri umani,

 

animali e piante che altrimenti saranno destinati all’estinzione.

 

- Signor Leo, io sono Sara, la donna delle pulizie. Ma tu dove vivi! Non leggi i

 

giornali? Tutti sanno che la NASA ha smesso di fare ricerche, che gli scienziati

 

sono stati tutti licenziati da anni; i più anziani si sono ritirati nelle loro casette

 

di campagna e coltivano l’orto mentre i più giovani fanno i camerieri nelle

 

pizzerie di mezzo mondo. Come accidenti pensi che io possa rintracciarli e

 

organizzare la salvezza del mondo.

 

La voce di Sara termina con voce supplichevole:

 

- Signor Leo, ora che mi hai fatto sapere di questo terribile guaio che ci

 

capiterà devi assolutamente impegnarti per mettere in salvo me e i miei figli.

 

Ancora una pausa nella conversazione occupata dai singhiozzi di Sara. Poi…

 

- Pronto, Sara?

 

La certezza che la conversazione non si è interrotta rincuora Sara che incalza:

 

- E magari anche mio marito, poverino che soffre di reumatismi e nell’umido

 

non può stare, e poi ci sarebbe il fidanzato della ragazza grande che è

 

disoccupato ma che ha tanta buona volontà. Ci sarebbe l’amichetto di Tonino:

 

hanno la stessa età e si farebbero compagnia, sono piccolini non occupano

 

molto posto. E la nonna, che è tanto affezionata all’ultimo nato e le si

 

spezzerebbe il cuore a vederlo andar via. Siamo d’accordo, signor Leo?

 

La voce di Leonardo si è fatta dolce, quasi allegra.

 

- Calmati Sara e ascoltami bene.

 

Ora tu non perdere altro tempo e va in quel complesso vicino al mare,

 

l’ex ospedale psichiatrico ormai dismesso da tempo. In uno dei saloni hanno

 

improvvisato uno studio un gruppo di artisti che creano fantasmagoriche

 

scenografie assemblando pezzi di materiali di scarto.

 

Questi sognatori ti aiuteranno a costruire una navicella spaziale che

 

porterà te e i tuoi cari sopra le nuvole in attesa che sulla Terra il caos

 

lasci posto a un nuovo ordine.

 

Ricorda di portare con te una pianticella di girasole per sapere sempre da che

 

parte è la luce, una gallina che vi regali l’uovo che è promessa di vita, e un

 

alveare per avere un poco di dolce nella bocca anche nell’esilio.

 

Buona fortuna Sara.

 

 

PDF DEL RACCONTO DI MARISA ROMANO

 "Sara e la navicella spaziale di Leonardo" di MARISA ROMANO-------   URAGNA  n 01
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: